Fabio Mora

Words for fun, software development for pro.

La Lista Delle Cose Che Il 2013 Si Porta Via

(e perché l’anno prossimo sarà anche meglio)

Ieri mi sono reso conto che un altro anno sta per finire. La differenza tra adesso e quando ero bambino è che se allora mi chiedevo cosa mi porterà il Natale, ora, a 23 anni, mi chiedo invece che cosa si porterà via la mezzanotte del 31 dicembre. Che è vero che è soltanto un giorno, una notte, un’ora come le altre, ma che siate in montagna con gli amici, a casa con la famiglia, in un rifugio di montagna o a fare il cameriere in un bar, è pur sempre l’attimo in cui tutti ci fermiamo per qualche secondo, ed insieme a milioni di altre persone pensiamo alla stessa cosa: che è passato un anno, che sembra non essere cambiato niente, ma che il prossimo dovrà essere migliore.

L’anno scorso ci ho pensato tanto a questa cosa, tanto quasi da ammalarmi di quel pensiero che non mi mollava più. Da allora però ho imparato che per cominciare qualcosa di nuovo, bisogna avere ben presente il punto dal quale si è partiti ed avere una vaga idea della meta. In dodici mesi si può cambiare casa, imparare ad andare in barca, preparare una maratona, imparare una lingua, fare un figlio, innamorarsi e perdersi di vista più volte. Ecco perché non farò una lista di buoni propositi per l’anno nuovo, ma semplicemente voglio fermarmi a ripercorrere quello che è successo in questi dodici mesi.

Oggi è il 22 dicembre 2013. Era il 22 dicembre 2012. Ho riletto “Delitto e Castigo” di Dostoevskij, poi senza volerlo ho smesso di leggere libri in italiano. Ho venduto un’azienda. Ho sfiorato la depressione ma poi una amica mi ha aiutato a non caderci, insieme ad altre persone che mi volevano bene. Ho firmato le dimissioni da un contratto di lavoro perfetto e a tempo indeterminato, perché non faceva per me. La stessa sera ho ritirato un passaporto nuovo. Ho ripreso a cantare e suonare. Sono stato su una delle montagne più difficili del Portogallo completamente a casaccio. Una persona davvero in gamba mi ha aiutato a capire cosa fare per diventare un po’ più grande. Ho riscoperto la matematica. Ho fatto 4 corsi universitari in inglese e ne ho passato gli esami. Ho fatto tanti colloqui di lavoro e ho ricevuto altrettante ottime proposte. Le ho rifiutate tutte tranne un paio. Ho fatto dei discreti casini e poi ho avuto paura. Ho smesso di rispondere a chiunque e subito per mail e telefono, per dedicarmi di più alle persone importanti. Ho cambiato numero di telefono e l’ho dato solo agli amici. Ho rincontrato una persona che non vedevo da anni e l’ho trovata splendida. Ho fatto una lista dei lavori che vorrei fare nella mia vita. Ho dormito in ostelli pessimi in giro per il mondo e mi sono divertito. Ho fatto l’animatore, ho cantato, suonato e ballato per buona parte dell’estate. Ho sperato che un mio amico diventasse intelligente e invece si è cacciato nei guai. Ho corso fino a 28 km senza fermarmi. Ho svuotato camera mia di quasi tutti gli oggetti che avevo e ho tenuto solo i pochi che uso. La mia amica Sara si è laureata ed io non c’ero, mentre un’altra persona cara è partita per Francoforte. Sono stato a San Francisco, ho guidato sulla route 66, camminato nel Grand Canyon e perso 5 dollari in un casinò di Las Vegas. Mi sono iscritto all’università e mi piace molto, anche se spesso mi sembra un mondo di fantasia rispetto a quello che c’è fuori. Ho parlato a dei professionisti più bravi di me a delle conferenze. Sono stato intervistato in televisione ed alla radio. Ho visto 23 concerti e mi hanno detto che so fare il fonico, anche se forse non è vero. Facebook conta 640 amici in più rispetto a prima, ma nel mondo reale mi basta una mano. Ho fatto 35.000 km in auto e poi ho scoperto ho paura di andare in moto. Tutto il resto sta accadendo in questi giorni.

Ora, intendiamoci: non voglio fare esame di coscienza, un bilancino di vita, rispondere a domande esistenziali o cose del genere. Non ne sarei neanche in grado. Ma quando il tempo passa, ogni tanto capita di guardare indietro e rivedersi. Che non vuol dire essere migliori o peggiori, ma semplicemente persone diverse. Io voglio solo essere sicuro di non essere stato immobile ad aspettare, ma di avere speso un po’ di fatica. Non sono uno di quelli che pensa che semplicemente facendo fatica ed esercizio si possano raggiungere ottimi risultati, anzi. Penso che la fatica sia soltanto quell’energia che brucia per essere trasformata in pensieri, azioni o gesti, ma ha lo stesso valore dalla benzina nell’auto, niente di più. La metti farla muovere e senza non puoi farne, ma poi devi anche guidare, cosa che puoi fare bene o male. Il motore brucia idrocarburi e non c’entra niente con te che scegli dove andare. Per cui non è detto che quella che prenderai sarà la strada giusta al primo colpo semplicemente perché stai facendo fatica o perché te l’hanno detto gli altri. Se sbagli dovrai tornare al distributore, il che ti fa anche girare un po’ le scatole. La cosa buona è che imparata una strada sbagliata, ne può prendere un’altra diversa, che magari è quella giusta per te. A volte capita che la strada da percorrere neanche ci sia, perché là dove vogliamo andare non c’è mai stato nessuno. Un sentiero non esiste se non c’è un primo che lo calpesta. E chi lo sa qual’è la direzione migliore quando nessuno ci è mai passato? Ci vuole consapevolezza, pazienza ed anche un po’ di fortuna. La capacità di pensare a quello che abbiamo fatto, alle conseguenze ed i propri errori ci rende nobili.

Per carità, non sapevo dove sarebbe andata la mia vita dieci anni fa, non lo so nemmeno ora e forse nemmeno tra altri dieci. Però ci sono delle differenze tra prima ed adesso, tra il 2012 ed oggi. La prima è una conferma di quanto già mi ripetevano tutti. Per essere un po’ più felice devi capire cosa ti piace fare, e che poi se ci credi cambiare è molto più facile. La seconda è che ci devi mettere entusiasmo, passione e sorriso sempre. Se queste cose non le hai anche solo per un giorno, quel giorno è perso. Lo è sia per te, sia perché ci sono le altre persone a cui vuoi bene.

Per cui per l’anno prossimo ho tutto quello che mi serve per provare a fare del mio meglio.

Se me ne servano altre non lo so, ma vuole solo dire che devo ancora impararle.

Fate bene ciò che vi piace, sarà bene per tutti. Quello che facciamo che ci definisce, non quello che diciamo di essere.

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